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Da Sikitikis a Siki, guardando al futuro

Da Sikitikis a Siki, guardando al futuro

Si dice che crescendo spesso bisogna accantonare i sogni… Ma è proprio vero? I Siki, con la loro storia dimostrano che non è vero.

 

Da Sikitikis a Siki : questo momento di passaggio è segnato dal nuovo singolo “Hai ragione anche tu”. Con la frase “Continui a dire che non crescerò mai più, forse hai ragione anche tu”, si ha l’impressione che per voi il momento di crescere è arrivato, ma con la consapevolezza di non rinunciare a voi stessi: insomma, non siete disposti a mettere i sogni nel cassetto. Come è nato questo bisogno?
Perché cambiare nome?

È interessante come tu abbia centrato il vero focus della questione: non rinunciare a se stessi. È vero, niente sogni rinchiusi in un buio cassetto. Lo
sono stati per un po’ di tempo, d’altra parte. Perché è vero, crescere e cercare, al contempo, continuare a sognare, a progettare, ad avere una
visione, è molto difficile.
Il bisogno di ripescare i sogni, ha a che fare principalmente con il rifiuto di arenarsi, di ripetere se stessi all’infinito accontentandosi di ciò che si è stati e rinunciare a ciò che si può diventare.
Più che un cambiamento di nome, si può parlare dell’uso di un diminutivo, un po’ come se gli Afterhours a un certo punto avessero deciso di farsi chiamare solo After. Aggiungerei che il progetto è cambiato talmente tanto, con questo nuovo corso che avremmo potuto ricominciare totalmente da zero, cambiando il nome con uno completamente diverso, ma proprio per il fatti di non voler rinunciare totalmente a ciò che siamo e siamo stati, abbiamo preferito limitarci a tagliarne un pezzo.

“Hai ragione anche tu” ha una musica, che ti entra subito in testa:
come è nata?

Semplicemente lavorando intorno a un giro di accordi che si ripete per tutto il pezzo, su cui mi canticchiavo delle parole che esprimevano il concetto del ritornello. Solo che queste parole all’inizio non si incastravano come avreivoluto. Allora mi sono messo a modificare un po’ le parole e un po’ il beat, e non ho smesso fino a quando non ho trovato la quadra.

Quanta Sardegna c’è nelle vostre canzoni? Per voi è stata più un freno o vi ha regalato maggiori opportunità?

Abbiamo vissuto per 5 a Torino, fra il 2004 e il 2009, e quando siamo tornati in Sardegna, sapevamo a cosa avremmo rinunciato. Per una band, essere attiva in uno dei centri nevralgici della scena musicale italiana, significa avere opportunità di gran lunga maggiori, rispetto a quelle che si trovano in zone piùperiferiche. La linfa del music business sono le pubbliche relazioni fra addetti ai lavori.
Dall’altra parte, nessuna delle grande città italiane in cui si sviluppa l’industria musicale, si può avere la qualità della vita che si ha in Sardegna.
Ecco quindi la vera scelta radicale. Tornando abbiamo senza dubbio rinunciato a delle opportunità, ma abbiamo avuto tutti i benefici di vivere in posto di una bellezza straordinaria, che, per di più, era anche casa nostra.
Non so quanta Sardegna sia riconoscibile nelle nostre canzoni, ma sicuramente un po’ ce n’è, e soprattutto c’è Cagliari. Nella ricerca delle
atmosfere chiare, nell’ironia di alcuni versi e nel tiro di molti arrangiamenti, c’è molto della nostra città.

Se doveste, utilizzare un aggettivo per definire ognuno di voi, cosa utilizzereste? E per Sikitikis e Siki?

Oh che domanda difficile. Un solo aggettivo? Ci proverò. Samuele è il buono, io sono il brutto e Jimi è il cattivo.
Per Sikitikis e Siki mi permetto (se concedi) di utilizzare due sostantivi: Vita
per i primi, Futuro per i secondi.

Curiosità personale: in una band, tra affinità e diversità, se dovreste indicare la leva di forza, quale scegliereste?

La band è come un matrimonio, uguale uguale. Solo senza quelle simpatiche parentesi sessuali.
La vera forza in una band sta nella condivisione di una visione. Un gruppo musicale (ma in generale anche un gruppo di lavoro) esprime il suo meglio quando tutti i componenti remano davvero nella stessa direzione con tutta l’energia che hanno. L’entusiasmo genera entusiasmo e voglia di lavorare bene. È questo ciò che intendo io come leva di forza.

Progetti prossimi? Sono previste date per la presentazione del singolo e del disco?

In questo momento stiamo lavorando ai singoli che usciranno nei prossimi mesi e al disco che speriamo di poter caricare sui player in autunno.
Ci saranno acnhe delle date, sì. Per l’estate sono previsti degli appuntamenti (pochi ma buoni) in Sardegna, anche per testare il nuovo live, che sarà
tecnicamente molto differente da come abbiamo sempre fatto.
Dall’inverno speriamo di poter rimettere i piedi in Italia, per un po’ di concerti.

 

Circa l'autore

Marianna Quartuccio

Marianna Quartuccio, fotografa, di origini campane, vorrebbe essere definita come “la cantastorie della fotografia”. C’è chi racconta una storia con le parole; lei a queste ultime sostituisce le immagini.

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