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“GIBBONE” il nuovo EP del supergruppo I HATE MY VILLAGE

“GIBBONE” il nuovo EP del supergruppo I HATE MY VILLAGE
Uno dei gruppi rivelazione degli ultimi anni formato da Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35) con la stretta partecipazione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari (Verdena), torna con un nuovo progetto discografico che esce oggi 6 Agosto per La Tempesta International.
Scambiamo due chiacchiere con loro.

Come nasce questo vostro nuovo lavoro discografico ed eventualmente in cosa si differenzia dal vostro primo disco di debutto? Rientrati dai vostri live, sembra che tutto nasca da delle prove registrate su un registratore a cassetta, riesumato direttamente dagli anni ’90.
Raccontateci in dettaglio.

GIBBONE ep nasce dopo un incontro nella mia sala, dove stavamo sperimentando modalità’ di registrazione alternative al nastro sture, e al pro tools, appunto con il mio registratore a cassette Korg di fine anni novanta, con effetti e speaker incorporati. Ci siamo posizionati intorno a questa macchina e abbiamo collegato la nostra strumentazione nei 4 canali disponibili, e abbiamo spinto rec. Quello che potete ascoltare non nient’altro che il frutto, l’istantanea di quel momento. Immediatamente abbiamo avvertito una sorta di strana vertigine, dovuta dal buffo e straordinario interplay tra batteria/lo-fi percussion ed il basso, che ci ha convinto subito sulla validità della musica generata, tutto il resto è venuto da sé Guitarsynth, voci, fili, delay rotti ma dal suono perfetto.

2) “Yellowblack”, il singolo che apre l’EP, è accompagnato anche dal video di Cosimo Brunetti per Pulse Film, supervisionato da Giorgio Testi. Seguono poi le tracce “Gibbone”, “Ami” e “Hard Disk Surprize”.
Anche se sono 4 brani legati fra di loro, ce n’è uno in particolare al quale siete maggiormente affezionati o che magari è stato più impegnativo realizzare?

Adriano: la traccia di 10′ minuti, Gibbone, è probabilmente quella con la quale mi rispecchio di più, una sorta di metamorfosi afro-ambient mutevole,  come uno stormo di uccelli che in modo organico, insieme, creano forme nuove, sorprendenti, in continuo movimento.

3) La musica africana è il genere che maggiormente influenza il vostro stile. Infatti nel vostro nuovo disco tornano i ritmi dall’Africa, la psichedelia e note pop in un mix piacevolmente straordinario che rispecchia la continua voglia di contaminarsi e ampliare il proprio registro creativo. Il fatto che proveniate tutti da realtà ben solide ma allo stesso tempo differenti, in che modo ha inciso e influenzato il vostro sound originale?

I Hate My Village si nutre dei componenti che lo compongono, siamo gli uni, i primi fan degli altri. Questa casualità’, il fatto che abbiamo tutti la stessa età, che abbiamo ascoltato tanta musica con lo stesso tipo di interesse, probabilmente crea un’armonia umana speciale tra di noi. Da subito abbiamo avuto l’impressione che il nostro suono fosse originale, mai fatto prima, una naturale evoluzione/visione/interiorizzazione di ciò che abbiamo digerito della musica africana. Senza però avere mai la pretesa di sentirci “world music”, piuttosto il nostro è un “enorme errore di pronuncia” (felice definizione di Fabio), grazie al quale abbiamo cominciato il nostro percorso unico.

4) Parliamo un po’ più di voi.
Siete conosciuti come un supergruppo con alle spalle realtà musicali importanti.
Ufficialmente gli IHMV nascono nel 2018.
Come vi siete incontrati e cosa vi ha spinto a voler lavorare insieme?

Nel mio secondo album da solista (“Filmosound”) c’eravamo già tutti e 4, in tracce diverse ed in vesti diverse. Dal 2015 al 2018 io e Fabio abbiamo cercato di incontrarci il più possibile per suonare e capire cosa fosse quella musica che ci veniva spontanea suonare, influenzata dal nostro amore per l’Africa dei Tinariwen e Fela Kuti. Poi singolarmente abbiamo fatto esperienze con artisti Africani: io con Bombino/Rokia Traore e Fabio con Rokia Traore. Siamo tornati a casa con una consapevolezza diversa e abbiamo continuato a vederci per il solo piacere di suonare (senza concerti o registrazioni) finché ci siamo accorti che quella musica, figlia, se vuoi, del brano “Tubi Innocenti” (dove suonavamo appunto io e Fabio) aveva delle potenzialità di condivisione. A quel punto abbiamo chiamato Marco alla produzione ed infine proposto ad Alberto di provare a lavorare su alcune basi strumentali. Il risultato è il primo disco.

5) Altra componente principale che caratterizza il vostro sound è anche la totale mancanza di schemi, musicalmente parlando. Infatti “GIBBONE” riconferma questa vostra caratteristica di immediatezza e spontaneità. La vostra musica appare genuina e istintiva, poco ragionata con l’obbiettivo fondamentale di trasportare l’ascoltatore direttamente nel momento esatto della scrittura e del processo creativo, regalando un’istantanea sonora.
Chi sono i principali artisti che influenzano il vostro stile musicale classificato come ‘afrobeat’?
Con chi vi piacerebbe collaborare e confrontarvi musicalmente in futuro?

Penso che “GIBBONE EP” sia stato ispirato, parlo per me, da due artisti italiani che adoro. Caterina Barbieri e Alessandro Cortini, entrambi suonano sintetizzatori. In generale trovo che la musica africana abbia molte affinità’ con la musica elettronica, la non paura della ripetizione ad esempio. Io amo la ripetizione . In futuro vorremmo collaborare con noi stessi, abbiamo molto da dare e da scoprire dentro di noi, sono curioso di quello che possono riservare alla musica di IHMV artisti incredibili come Fabio,Albi e Marco.

6) Approfondendo il discorso di musica ‘Africana’. Com’è la situazione qui in Italia? Rischia di restare isolata in una nicchia circoscritta oppure, come già succede all’estero, ci sono molte probabilità che susciti grande interesse verso il pubblico?

E a tal proposito, avete mai pensato di esportare il vostro sound?

Noi, anche singolarmente, abbiamo sempre visto la musica come qualcosa senza confini. Non abbiamo mai scritto pensando solo ad un paese, ma per il mondo. I Hate My Village può tranquillamente definirsi musica per il mondo.

7) Intanto ricordiamo qui le vostre prossime date:
26/08/2021 SAN MAURO PASCOLI (FC), ACIELOAPERTO
27/08/2021 TORINO, TODAYS FESTIVAL
28/08/2021 MILANO, CIRCOLO MAGNOLIA
29/08/2021 GALZIGNANO TERME (PD), ANFITETRO DEL VENDA
03/09/2021 ROMA, SPRING ATTITUDE
04/09/2021 MARINA DI EBOLI, (SA) BAREZZI SUMMER
06/09/2021 BOLOGNA, SUNSHINE SUPERHEROES
Dopo il lockdown e pausa forzata finalmente qualcosa sembra sbloccarsi … come vivete il momento? Immagino sarete carichi e molto emozionati.

Suonare dal vivo in tour con gli I Hate My Village, è come partire in gita con i migliori amici d’infanzia. Divertimento, passione, gioia sono sentimenti che provo forte insieme a questa band. C’è sempre qualcosa di sorprendente, di imprevisto che rende l’esperienza eccitante.

8) Volete fare qualche ringraziamento speciale o aggiungere qualcosa?

Ringraziamo il nostro booking DNAconcerti, la nostra etichetta LA TEMPESTA, il nostro ufficio stampa FLEISCH ed il pubblico che viene ad ascoltarci. Grazie infinite a tutti voi. 

Circa l'autore

Raffaella Piccirillo

Raffaella Piccirillo cantautrice, conduttrice e speaker radiofonico. Appassionata di arte e musica esordisce fin da piccola in vari spettacoli e musical. Nel corso degli anni sperimenta vari generi e stili musicali grazie alla sua voce versatile, portandola a collaborare con tantissimi artisti indipendenti di tutto il mondo.

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