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“Changes”, Il nuovo album di Terje Nordgarden

“Changes”, Il nuovo album di Terje Nordgarden

Disponibile dal 13 ottobre  “Changes”, Il nuovo album di Terje Nordgarden,  in formato digitale, in CD e in vinile.

Sono cambiate un bel po’ di cose da quando Nordgarden ha pubblicato il suo ultimo album in inglese nel 2012. Non si può certo dire che il norvegese non abbia combinato niente nel frattempo. Ha vissuto 4 anni in Sicilia dove è anche diventato padre di una bellissima bambina. Nel 2013 ha pubblicato un album in italiano. Nel 2014 si è esibito in più di 140 concerti in giro per l’Europa e nell’anno seguente ha realizzato un album dal vivo: “Live in Dresden”.

D’altro canto il nuovo album “Changes” è un capitolo del tutto nuovo. Nordgarden ha sempre desiderato registrare un album di studio “live”, cioè con l’intera band che suona nella stessa sala contemporaneamente, come si faceva ai vecchi tempi. Ed ecco quello che è diventato il disco. Con l’aiuto di un gruppo di musicisti formidabili – alcuni dei migliori dell’attuale scena norvegese – Nordgarden è riuscito a creare un disco davvero molto caldo e ben strutturato, dal sound solido e vibrante.

I pezzi sono stati registrati allo Studio Paradiso di Oslo durante l’inverno del 2016. Al mixer c’erano Christian Engfelt e Marcus Forsgren, già ingegneri del suono della band norvegese Big Bang and Jaga Jazzist, tra gli altri. In due giorni la band ha registrato undici canzoni, poi Erik Johannessen (anche lui dei Jaga Jazzist) ha arrangiato gli ottoni, Lise Voldsdal (Sivert Hoyem) ha suonato le parti degli archi e le cantanti soul Rikke Normann and Sisi Sumbundu (Madcon) si sono occupate delle armonie vocali.

Il disco consiste di dieci canzoni che spaziano tra panorami folk, country, soul e blues. In alcuni momenti risuonano gli echi di New Orleans. Due delle canzoni sono state scritte insieme a Claudia Scott, leggendaria cantante country anglo-norvegese. Altre due sono state scritte con la svedese Johanna Demker. Le collaborazioni infatti sono un altro elemento chiave di questo album. Per Nordgarden è stata una rivelazione vedere quanto esse possano portare in termini di creatività, variazioni e determinazione nel realizzare una canzone.

I testi parlano di amori perduti, dell’importanza delle grandi amicizie, del desiderio di trovare la pace nella natura, allontanandosi dalla frenetica vita quotidiana della città.
Il blues “Don´t Need Nobody” è una reazione immediata agli attacchi terroristici accaduti a Parigi e Beirut alla fine del 2015.

Ma l’elemento ricorrente, da cui l’album prende il titolo, è il cambiamento. Le nostre vite passano attraverso un flusso di cambiamenti continui e questi a volte ci prendono alla sprovvista e ci fanno rimbalzare qua e là come piccoli atomi. Ci si sente come dentro una tempesta e bisogna imparare in fretta come navigarci in mezzo sperando di uscirne sani e salvi, e, forse, anche migliori di prima.

LA TRACKLIST:

1. Changes
2. Side of the Road
3. Wide Open Spaces
4. I Ain’t Gonna Let Her (Let Me On No More)
5. You Must Be the Change
6. The Storm
7. Right Now (Love is Hell)
8. Don’t Need Nobody
9. Hearts at Stake
10. Come On, Come In, Come Along

I pezzi sono stati registrati allo Studio Paradiso di Oslo durante l’inverno del 2016. Al mixer c’erano Christian Engfelt e Marcus Forsgren, già ingegneri del suono della band norvegese Big Bang and Jaga Jazzist, tra gli altri. In due giorni la band ha registrato undici canzoni, poi Erik Johannessen (anche lui di Jaga Jazzist) ha arrangiato gli ottoni, Lise Voldsdal (Sivert Hoyem) ha suonato le parti degli archi e le cantanti soul Rikke Normann and Sisi Sumbundu (Madcon) si sono occupate delle armonie vocali.

“Il nuovo miglior cantautore norvegese ha raggiunto le intramontabili qualità di Ryan Adams”
(Stein Ostboe, VG, Norway)

Nordgarden

Nordgarden è un artista norvegese che proviene dal songwriting “classico” della vecchia scuola americana. Con radici ben piantate nel folk, nel blues, nel gospel e nel rock, la ricerca di Nordgarden è orientata verso belle canzoni melodicamente ispirate, che abbiano una storia da raccontare, senza tralasciare la loro esecuzione, che dev’essere piena di coraggio e passione bruciante, nel solco della tradizione di figure imprescindibili come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Neil Young, fino ad autori più recenti come Elliott Smith, Ryan Adams e Rufus Wainwright.

La sua vita cambia radicalmente quando a 14 anni assiste a un concerto di Bruce Springsteen a Oslo. Dopo aver saltellato su e giù per quattro ore di puro rock’n’roll fino ad avere i piedi completamente indolenziti, la sua rivelazione è completa. Come tutti i ragazzi della sua età, cerca un’identità, e lui la trova in una chitarra e nelle canzoni che scrive nella sua stanza, con cui prova a capire qualcosa sul mondo confuso che sta fuori. A 18 anni, finite le superiori, va per un anno a studiare musica alla Sunnhordland Folk High School a Halsnoy, un’isola a sud di Bergen, al largo della costa occidentale della Norvegia. E’ un anno di forte impatto: la natura mozzafiato, le ore interminabili a studiare musica, ma anche la lotta contro la malinconia e la sensazione di smarrimento.

L’anno seguente si trasferisce a Oslo per il servizio civile. Lavora in una scuola materna, suonando la chitarra per i bambini. Alla ricerca di ispirazione, scava affannosamente nella vivace scena rock di Oslo, dove s’imbatte in un nuovo eroe: Elliott Smith, che vede suonare pochi anni prima della sua morte prematura. Fortemente ispirato, Nordgarden inizia a suonare in concerti improvvisati nei bar degli studenti e inizia a imparare l’arte dell’esibizione dal vivo. Successivamente, scrive la canzone “The Gift Of Song”, dedicandola a Elliott Smith.

Volendo scappare dalla Norvegia, che trova noiosa nel suo equilibrio eccessivo, l’anno seguente si trasferisce a Bologna per esplorare l’avventuroso caos dell’Italia. S’innamora subito della gente, della cultura, dello stile di vita, del ritmo. Suona spesso in via Zamboni. E’ sulla strada che stringe amicizie e racimola denaro. Questo lo porta a suonare a un concerto a Firenze, dove conosce la fidanzata di Paolo Benvegnù. Da lì a poco Benvegnù ascolta una demo di Nordgarden e ne capisce immediatamente il talento. In meno di un anno i due realizzano la pre-produzione e la registrazione del primo album “Terje Nordgarden” (StoutMusic – 2003), che riceve ottime recensioni e molta attenzione da parte della stampa italiana. Nordgarden inizia un tour e diventa parte della scena alternativa italiana.

Tornato ad Oslo qualche anno dopo, deve sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuovere una cisti che gli impedisce di cantare. L’operazione lo rallenta per un anno, ma gli dà anche la giusta ispirazione e un nuovo modo di considerare il canto, spingendolo a lavorare più duramente che mai e a solo un anno dall’operazione pubblica il suo secondo album “A Brighter Kind Of Blue” (Grappa 2006), che riceve una standing ovation dalla stampa norvegese. Prodotto insieme al trombettista Peder Oiseth (Palace of Pleasure, Mira Craig ecc), è un disco acustico solista che si rifà a classici come “Pink Moon” di Nick Drake e “Nebraska” di Bruce Springsteen, ma con tratti più luminosi e soprattutto la sua “nuova” voce, che forte e chiara è l’elemento centrale dell’album.

Nel 2008 Nordgarden comincia a muoversi senza una casa discografica e realizza la sua prima produzione indipendente. Influenzato dall’etica del “Do It Yourself” e stanco di non guadagnare niente, questa volta fa tutto da sé, registrando al Cabin Recorders (Jaga Jazzist, Thom Hell), uno studio di amici ad Oslo. Il risultato è “The Path Of Love” (GDN 2008), che esce per la sua etichetta GDN Records. L’album contiene canzoni intense e piene di nostalgia, prodotte con una full band e arrangiate al pianoforte nello stile di Roy Bittan. Il nuovo lavoro gli vale larghi cenni di assenso da parte della stampa norvegese, olandese e italiana, e gli permette di iniziare un tour di dimensioni europee che dura più di due anni.

Nel 2012 Nordgarden ricomincia da dove tutto era iniziato, alle radici della musica americana che lo ha ispirato per tutto questi anni. A febbraio 2012 pubblica “You Gotta Get Ready”. L’album ottiene grandi recensioni dalla stampa in Norvegia e in Italia, dove entra nella programmazione radiofonica nazionale (Radio Deejay). Ancora una volta inizia un tour senza sosta che per la prima volta tocca anche le zone settentrionali della Norvegia.

Nel 2013 esce il suo primo album in italiano “DIECI”, come gli anni passati dal suo album d’esordio pubblicato appunto nel 2003. Il disco contiene 10 canzoni di dieci artisti italiani diversi a cui vuole rendere omaggio, così come vuole omaggiare l’Italia, la sua seconda casa.

Il 2014 è un anno record con più di 140 concerti in giro per l’Europa, di cui 100 solo in Italia. Nordgarden pubblica la sua prima canzone di Natale – “A Merry Old Christmas”, che raggiunge la sua cifra più alta di ascolti su Spotify: più di 200.000.

Nel 2015 esce il suo album dal vivo “Live in Dresden”, un concerto solista registrato nella splendida cornice della Dreikonigskirche di Dresda.

Il 2016 vede l’uscita di “Tears All Over Town” e “You Must Be the Change”, due singoli che finiscono entrambi in high rotation sulla radio norvegese NRK P1.

Adesso, nel 2017, il nuovo album “Changes” è finalmente pronto. Uscirà a fine settembre in formato digitale, in CD e in vinile per GDN Records.

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