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“DOVE SONO I TUOI OCCHI” il video del nuovo singolo di NADA

“DOVE SONO I TUOI OCCHI” il video del nuovo singolo di NADA

Esce oggi giovedì 29 novembre “DOVE SONO I TUOI OCCHI”, il video del nuovo singolo di NADA. Il videoclip del brano anticipa il nuovo disco di inediti in uscita nel 2019 per Woodworm Label / distr. Artist First.

Il nuovo lavoro discografico vede il ritorno alla produzione di John Parish (già produttore di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Afterhours ed altri), che torna al fianco di Nada dopo lo splendido lavoro fatto nell’album “Tutto l’amore che mi manca” (2004).

Il video del brano “Dove sono i tuoi occhi”, diretto da Francesco Cabras, è stato girato al Macro-Asilo, museo di arte contemporanea di Roma, che ha ospitato le riprese-evento aperte al pubblico per l’occasione.

Il video è una galleria di esseri umani i cui occhi sono stati sostituiti da immagini oniriche e storie personali, come in un collage animato. Ognuno custodisce il proprio mondo interiore, ogni viso contiene la sua costellazione emotiva. Dopo il climax della canzone, le facce riacquistano gli occhi e, insieme a Nada, continuano a invocare più che a cantare quegli altri occhi perduti, tema centrale di una canzone che parla di qualcuno o qualcosa che non è più.

 

CREDITI DEL VIDEO “DOVE SONO I TUOI OCCHI”

REGIA, FOTOGRAFIA, RIPRESE E MONTAGGIO: Francesco Cabras

CONCEPT: Francesco Cabras, Francesca Orelli

COLOR E COMPOSITING: Francesco Struffi

PRODUZIONE: Ganga

LOCATION: Macro Asilo, Roma

MAKE-UP: Francesca Petrangeli, Francesca Calaresu

RINGRAZIAMENTI: Macro-Asilo, Giorgio De Finis, Carlotta Manzoli, Francesca Bianchi, Bernardo Mattioni, Emanuele Albonetti, Francesco Tirelli, Alessandro Asciutto, Yasir Mehmood, Adam Khan. E tutti coloro che hanno partecipato.

Tutti i contributi del videoclip sono girati dal regista senza nessun utilizzo di Stock footage di agenzia.

 

NADA PARLA DEL BRANO “DOVE SONO I TUOI OCCHI”

E poi ci sono momenti di mancanza, di assenza. Momenti in cui avverti il disperato bisogno di avere chi non riesci ad accettare che non ci sia. Ci illudiamo che chiamandolo forte, urlando il suo nome, possa sentirci e capire che senza la sua presenza la nostra vita non ha nessun valore e si piega su se stessa.

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