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TERESA DE SIO IN TOUR PER PRESENTARE “PURO DESIDERIO”, IL NUOVO ALBUM

TERESA DE SIO IN TOUR PER PRESENTARE “PURO DESIDERIO”, IL NUOVO ALBUM

Sta per partire il tour di presentazione di “PURO DESIDERIO”, il nuovo album di TERESA DE SIO: un lavoro che segna il passaggio in una nuova era della creatività dell’artista.

Venerdì 19 luglio – Termoli (CB) Arena (ore 21.00, ingresso € 10.00)
Sabato 20 luglio – Roma – Casa del Jazz rassegna ‘I concerti nel parco’ (ore 21.00, ingresso € 17.00)
Venerdì 26 Luglio – Finale Ligure (SV) – Varigotti festival
Domenica 28 Luglio – Palermo Teatro Biondo rassegna estiva del Teatro
Lunedì 12 Agosto – Noci (BA) Piazza
Mercoledì 14 Agosto – Ravello (SA)
Domenica 1 Settembre – Mendicino (CS) – Festival Radicamenti – NUOVA DATA
Domenica 29 Settembre – San Giorgio a Cremano (NA) – Ethnos – NUOVA DATA

A due anni dall’uscita del lavoro devozionale “Teresa canta Pino” dedicato all’amico Pino Daniele, dopo una intensa ricerca e divulgazione sulla musica folk, testimoniata da dischi che hanno venduto complessivamente oltre due milioni e mezzo di copie, il docu-film “Craj” premiato al Festival del Cinema di Venezia nel 2005, i fortunati romanzi “Metti il diavolo a Ballare” e “L’Attentissima”, la cantautrice con questo nuovo disco svela al pubblico un suo mondo musicale e poetico intimo, rimasto a lungo privato.

“Puro desiderio” è un disco che scava, parla di sentimento e suona contemporaneo. Realizzato col giovane produttore, compositore e arrangiatore Francesco Santalucia, il disco è un mix di ritmi acustici che a tratti sfiorano l’elettronica, dove le splendide orchestrazioni si fondono con percussioni, strumenti etnici e chitarre steel, in cui il suono profondo e caldo delle registrazioni analogiche spazia in universi musicali diversi dal rock al pop d’autore diventando quasi lisergico e progressive, senza mai tradire la scrittura diretta ed evocativa di testi intimi e profondi.

Dieci tracce che ci appartengono nel profondo, dieci storie in cui, di quanto in quanto, entra la lingua napoletana, ad eccezione del brano “Quante nuvole” interamente in dialetto, che cattura per la contemporaneità nell’uso della lingua.
Ancora una volta Teresa De Sio riesce a sorprendere per la capacità di ricerca, per la voglia di libertà e la capacità di innovare e attraversare mondi musicali solo apparentemente lontani ed unirli in modo semplice, come più volte ha già saputo fare nella sua carriera.

Un disco sull’amore in cui, più che raccontare le storie degli altri, la De Sio fa una riflessione su se stessa, sui sentimenti.

L’album è impreziosito dal featuring di GHEMON nel brano “In un soffio di vento”, testimonianza di un’amicizia nata su un palco e che svela una comune sensibilità artistica e umana.

Dal disco è stato estratto il singolo “Sarebbe bellissimo”.
Link al videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=gN2LlQSPm7M

TERESA DE SIO PARLA DELL’ALBUM “PURO DESIDERIO”
Questo per me è un disco molto importante. Segna il passaggio in una nuova era della mia creatività. Probabilmente anche una nuova era della mia vita.
Io che ho sempre raccontato le storie dei più, le storie degli altri, quelle che il presente e la grande Storia del nostro paese mi hanno insegnato a guardare, in questo disco ho aperto una nuova, per me inedita, riflessione su me stessa, sui sentimenti, su profondità dentro cui fino ad oggi non avevo voluto guardare.
Sulla mia/nostra capacità di desiderare. Il desiderio muove tutto. Il Puro Desiderio è una forza motrice dell’anima, dell’amore, e di tutte le battaglie. Senza la forza del desiderio la vita va in stallo.
Nuove anche le sonorità: un suono prevalentemente elettro/acustico, molto contemporaneo, potentissimo e innovativo realizzato insieme a Francesco Santalucia, a sottolineare una nuova, vertiginosa ed appagante ripartenza.
Ghemon vi è entrato subito, con la gentilezza ed il talento che gli appartengono e che lo rende unico tra gli artisti della sua generazione. Un featuring, un’amicizia nata sul palco: la scoperta di una comune sensibilità artistica e umana.

“PURO DESIDERIO” – TRACKLIST

01_SAREBBE BELLISSIMO – Teresa De Sio
02_CERTI ANGELI – Teresa De Sio
03_IN UN SOFFIO DI VENTO – Teresa De Sio feat Ghemon
04_PURO DESIDERIO – Teresa De Sio
05_SORRIDI – Teresa De Sio
06_TOT LE CHANZÒN – Teresa De Sio
07_MIA LIBERTÀ – Teresa De Sio
08_QUANTE NUVOLE – Teresa De Sio
09_L’AMORE, L’ATTIMO, IL TRENO – Teresa De Sio
10_IL PANE DELLA DOMENICA – Teresa De Sio

Management e Produzione: Romeo Grosso G-RO s.r.l.s.
Booking: Arealive srl www.arealive.it
Ufficio Stampa e Promozione: Big Time – pressoff@bigtimeweb.it
Distribuzione: Believe

CREDITI ALBUM “PURO DESIDERIO”
Prodotto da Teresa De Sio e Romeo Grosso
Produzione Artistica: Teresa De Sio e Francesco Santalucia
Arrangiamenti e orchestrazioni: Francesco Santalucia
Registrato e Mixato al Railways Recording di Civitavecchia da Paolo de Stefani e Francesco Santalucia
Masterizzato presso La Maestà Mastering da Giovanni Versari
Produzione esecutiva Romeo Grosso
Copertina e illustrazioni: Grazia La Padula
Foto: Simone Cecchetti / Emiliana Aligeri
Grafica e impaginazione Marco Balboni

Special Guest nel brano “In un soffio di vento” Ghemon

Hanno suonato nel disco:
Teresa De Sio: voce, chitarra e fischio
Francesco Santalucia: Programmazione, Pianoforte, percussioni, organetto
Pasquale Angelini: Batterie
Vittorio Longobardi :Basso e contrabasso
Giorgio Maria Condemi: Chitarre
Marco Bartoccioni: Pedal steel e steel guitar
Vanessa Cremaschi: Viola e violino
Giovanna Famulari: Violoncello
HER: Violino
Massimiliano Rosati: chitarra acustica nel brano .”Il Pane della Domenica”
Cori maschili in “Certi Angeli”: Cespo Santalucia, Romeo Grosso, Jak Scagnetti, Daniele Burattini
Musica e testi di Teresa De Sio eccetto “In un Soffio di Vento” di De Sio/Ghemon
Ghemon appare per gentile concessione di Carosello Records

Ringraziamenti:
Alessandro Venturi e Soundwave distribution, Bruco Audiolab, Luca Scornaienchi Museo del fumetto, Giordano Tricamo Stazione Musica, Santi Tricamo per la disponibilità, Salvatore Flauto, Massimiliano Rosati, Mariasole Limodio, Marco Betti, Melika Ten Dam
Peppe Voltarelli per avermi ispirato i primi versi di “Tot Le Chanzòn”
Pierluigi Diaco per il sostegno e l’affetto

GUIDA ALL’ASCOLTO DI “PURO DESIDERIO” BRANO PER BRANO

01_Sarebbe bellissimo
Un pensiero felice che attraversa la mente. In questa canzone ho scritto dell’idea di poter ripercorrere all’indietro il cammino già tracciato, ripassare sugli errori fatti, sulle parole dette male o non dette, sui rapporti sbagliati e, come impugnando una caritatevole gomma da cancellare, riscrivere il nostro passato, perdonandoci. Questo sarebbe bellissimo.
Il testo è per metà in lingua italiana e per metà in napoletano, le due parti rappresentano il sogno e la concretezza. Perché anche nelle carceri chiuse delle ingiustizie e dei fallimenti esistono, almeno nell’immaginazione, altri meravigliosi futuri possibili.

02_Certi Angeli
Ci sono angeli che puoi incontrare tutti i giorni, li riconosci perché dietro le loro schiene si muovono ali fantasma. Li incontri nelle stazioni ferroviarie, nei cartoni nelle notti di freddo, sui campi di battaglia di guerre che non gli appartengono, in un mondo che li vede sempre ai margini della festa, esclusi eppure liberi, come cani senza padrone. Non hanno Dio che li guidi, sopra i loro occhi c’è solo un cielo di stelle lontane che non illuminano né riscaldano. Questa è una canzone per loro, nell’attesa che suonino anche le loro campane a festa. Pensiero libero, giustizia e salvezza terrena.

03_In un soffio di vento (feat. Ghemon)
Questo brano l’ho scritto pensando da subito a me e Ghemon, un artista che stimo davvero tanto. Due universi sonori in apparenza lontani, uniti da una fortissima matrice comune. Non solo quella territoriale e linguistica (siamo entrambi campani), ma anche e soprattutto la voglia di suonare una musica con un grande potere sovversivo e di ribaltamento. Anche in questa canzone gioco col ribaltamento, quello che sembra perduto non lo è, se c’è qualcuno ti stringe forte le mani.

04_Puro desiderio
La bambina della canzone è una donna senza più punti di riferimento, sola, col proprio desiderio incompiuto. L’abbandono in amore ci riporta sempre a uno stato infantile, alla paura di perdere l’amore dei genitori che sono tutto il nostro cielo quando siamo piccoli. E nonostante questa condizione produca soltanto mancanza di sete, di fame, di fantasia, resta però intatto il potere del desiderio. Forse questa è la più autobiografica delle canzoni del disco.

05_Sorridi
Un’attitudine, una predisposizione al nuovo che ha la forza di cambiare il nostro destino.
La curva del sorriso è un motore di rinnovamento, una spinta che fa rotolare il mondo. Anche se la Grazia brucia altrove e sembra non esserci musica che possa consolare, il sorriso sa sciogliere, accogliere e far ricominciare. Il sorriso è la premessa, non il risultato.

06_Tot le chanzòn
Una babele linguistica dell’amore, un esperanto psichedelico e primordiale. In questa canzone precipitano dichiarazioni d’amore in lingue inventate, inesatte, ironiche e smargiasse. Convivono messaggi ricevuti alla segreteria con canzoni storiche di libertà come Sag mir, wo die Blumen sind (Where have all the flowers gone?) cantata da Marlene Dietrich. La canzone della danza collettiva.

07_Mia Libertà
Questa canzone è una dichiarazione di poetica e, in parte, sintesi di quello che ha mosso la mia biografia artistica e privata. La libertà è stata ed è il motore di ogni scelta e, insieme, la più grande e pericolosa aspirazione umana. Ti puoi ritrovare con le scarpe rotte ma continuare imperterrita a inseguirla.
Nella musica, la ricerca spericolata mi ha sempre restituito il senso di tutto, anche dei cambi di passo, delle frenate e delle attese. Credo che il solo modo per capire davvero chi siamo sia essere liberi di cercarci, come ho cantato anni fa, con Fabrizio De Andrè.

08_Quante nuvole
Ho scritto pensando a Modugno, a Eduardo De Filippo e alla sue ‘voci di dentro’, al sole che ha illuminato le loro parole e ai cieli densi di nuvole che coprono la voce di chi, al contrario, vorrebbe incendiare il cielo con il proprio canto anche se sa che nessuno starà ad ascoltare. Non importa sapere quanto tempo impiegherà la nostra barca per arrivare alla sponda, ma la certezza che arrivi. Anche sotto un cielo di nuvole.

09_L’amore, l’attimo, il treno
Una malinconia cardiaca, diretta e appassionata. Un abbandono e forse una rivalsa lontana, il tentativo di rintracciare nell’altro “la risonanza che l’anima ha quando la vita la tocca”. Sono le storie d’amore con un tempismo sbagliato, proprio come fa il sentimento quando si arena nelle stazioni dei fraintendimenti.

10_Il pane della domenica
È una canzone ecologica e anticonsumistica. Un tema che sento vicino. Una ballata sulle cose che contano davvero, come conta davvero il pane secco del giorno precedente che diventa buono da mangiare se non hai altro, come può capitare a chi va in barca a vela, in solitario. In un mondo in cui tutto deve essere freneticamente consumato succede che niente si consuma fino in fondo e tutto, ma proprio tutto, si trasforma in scorie inquinanti che finiranno, come sostenne il capo indiano Toro Seduto, per soffocare la nostra civiltà. Racconta anche delle cose mutevoli e ambigue e delle altre che ci restano sulle dita come l’odore delle arance.

TERESA DE SIO – BIOGRAFIA

Inizia la sua carriera alla fine degli anni 70 quando con Eugenio Bennato fonda Musicanova e si impone subito all’attenzione del pubblico e della critica. L’esperienza culmina nel 1978 con un LP dalle forti atmosfere folk intitolato Villanelle popolaresche del ‘500.
Nel 1980 viene pubblicato il suo primo album da solista Sulla terra sulla luna in cui la cantautrice poco più che ventenne affronta tematiche e sonorità più moderne iniziando così la scalata verso un ruolo di prestigio nell’ambito della canzone d’autore nazionale. Nel 1982 pubblica l’omonimo album Teresa De Sio. L’album supera 1.000.000 di copie vendute rimanendo per 25 settimane nei primi tre posti in classifica: brani come Voglia ‘e turnà, Aumm aumm e Pianoforte e voce diventano popolarissimi e destinati a diventare dei veri e propri evergreen.
L’anno successivo pubblica l’album Tre, con altre 800.000 copie vendute, contenente altre importanti canzoni come ‘E pazzielle, Terra ‘e nisciuno e Ario. Nel 1983 partecipa anche al programma televisivo “Fantastico”, cantando la sigla di coda O sole se ne va.
Nel 1985 intraprende una più specifica ricerca musicale. L’album è Africana. Teresa qui collabora con Brian Eno in due brani. Compaiono più di una composizione in lingua italiana, e le atmosfere sono diventate più rock. L’anno successivo pubblica Toledo e regina, in cui la De Sio dimostra la sua conoscenza e il suo amore nei confronti della musica partenopea di fine Ottocento e inizio Novecento. All’album collabora Paul Buckmaster (già al fianco di Elton John, Rolling Stones, Miles Davis e altri) che arrangia gli archi e dirige l’orchestra per l’accompagnamento di raffinatissime riletture-capolavoro tra cui Passione, Catarì e Io te vurria vasà.
Nel 1988 è la volta di una particolarissima pubblicazione in doppio album intitolato Sindarella suite: infatti all’interno dell’opera è compresa una suite vera e propria dal titolo La storia vera di Lupita Mendera, musicata ancora una volta in collaborazione con Brian Eno e Michael Brook. Nello stesso anno interpreta insieme al suo autore il brano La volpe, contenuta nell’album La pianta del tè di Ivano Fossati.
Nel 1991 la De Sio pubblica ben due album: uno di inediti intitolato Ombre rosse ispirato alla memoria della bisnonna di origine pellerossa, che contiene anche Colomba e Bello mio. In questo disco suonano musicisti italiani, magrebini, egiziani e afroamericani tra cui Omar Hakim E Scott Ambush.
Nel 1993 è la volta dell’ album dal titolo La mappa del nuovo mondo in cui l’impegno e la tematica sociale entrano a far parte del suo mondo poetico in composizioni come Teresa stanca di guerra e Io non mi pento. Nel 1994 consolida una forma di spettacolo originalissima intitolato Parole e musica, in cui pubblico e artista interagiscono attraverso il dialogo unitamente alle performance dal vivo. Nel 1995 registra in presa diretta e senza pubblico l’album Un libero cercare al teatro Petrella di Longiano. Collaborano anche Fabrizio De André e Fiorella Mannoia.
Negli anni successivi Teresa riprende con frequenza e intensità l’attività concertistica presentando dal vivo i brani più famosi del suo repertorio riarrangiati per l’occasione. È così che nel 1997 viene infatti pubblicato il live Primo viene l’amore, con alcune straordinarie riletture dei suoi grandi successi unitamente a tre inediti tra cui Rondine.
Nel 1999 l’artista realizza il progetto La notte del Dio che balla, fra tradizione e tecnologia. È in questo periodo che Teresa si avvicina alla musica popolare pugliese, alla taranta in particolare. Infatti, dopo molti concerti e progetti live, mette a punto CRAJ, un originalissimo spettacolo a metà tra musica e teatro circense che intende omaggiare la tradizione popolare pugliese, elemento alla base del progetto, con la presenza dei suoi massimi interpreti, da Matteo Salvatore, I Cantori di Carpino e Uccio Aloisi. Nasce con questo spettacolo l’intensa collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti.
In quest’ambito vede la luce un nuovo lavoro in studio pubblicato alla fine del 2004, A Sud! A Sud!, in cui Teresa torna a celebrare in forma ancora più compiuta la musicalità mediterranea e che contiene brani come Lu bene mio dell’ormai compianto Matteo Salvatore, Stammo Buono cantato insieme a Raiz, Positano, e Stelle tradotta in napoletano dal portoghese del brasiliano Lenine.
Craj è diventato nel frattempo anche opera cinematografica con la regia di Davide Marengo. Partecipando alla 62ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia vince il Premio “Lino Miccichè” del CSC per la miglior opera prima. Nel maggio del 2007 pubblica il nuovo lavoro Sacco e fuoco.
Nel 2008 Teresa presenta Riddim a Sud. Per questo progetto trae ispirazione dalla musica giamaicana nella quale la stessa “base” creata da un determinato artista per un proprio pezzo, è poi riutilizzata da altri cantanti e compositori che a loro volta ricreano una nuova melodia e un nuovo testo e dunque una canzone completamente diversa. L’ambizione è quella di introdurre questa usanza nella musica popolare italiana. Fare circolare la propria musica, metterla a disposizione di altri musicisti e stimolare la loro immaginazione, è un vero progetto di creatività e produttività interattiva. Partecipano a quest’avventura, tra gli altri, Après la Classe, Roy Paci, Raiz, Ginevra di Marco, Ambrogio Sparagna.

A fine 2009 esce per Einaudi il suo primo romanzo “Metti Il Diavolo A Ballare”. Un noir socio-antropologico ambientato nella Puglia del dopoguerra che con perizia racconta romanzando la vita di una famiglia nel sud dell’Italia tra povertà, ignoranza, violenza, tradizioni e la magia legata al mito della “taranta” che coinvolgerà in un crescendo di colpi di scena un intero paese che con omertà cerca di nascondersi una dura verità. Nella primavera del 2010 “Metti Il Diavolo A Ballare” vince il premio “Rapallo Carige” come migliore opera prima.

Nel 2011 viene pubblicato un nuovo album di inediti, Tutto cambia, in cui spiccano i brani “Non Dormo Mai Tutta la Notte”, una versione in italiano del brano di Mercedes Sosa, “Tutto Cambia”, e “Na Strada Miezz’’oMare” rielaborazione in dialetto napoletano di “Creuza De Ma”, di Fabrizio de André,

Terminato il tour Teresa inizia la scrittura del suo secondo romanzo “L’Attentissima” che vedrà la luce nel 2015 sempre per Einaudi, senza mai dimenticare una intensa attività concertistica. Dal libro nasce anche un reading itinerante in cui le letture di Teresa vengono sostenute dalla colonna sonora creata live dal giornalista e musicista Valerio Corzani.
Tra il Natale del 2013 e i primi giorni del 2014, Teresa è invitata da Pino Daniele a far parte di “Napule è tutta n’ata storia”, cinque concerti al Palapartenope di Napoli. L’occasione è d’oro per le seimila persone che ogni sera riempiono lo spazio: Teresa e Pino insieme, a cantare e suonare “Voglia ‘e Turnà”, “Quanno Chiove”, e Napul’è, senza nostalgia, ma con calore e affetto, come se il tempo non fosse mai passato.

Dopo la prematura scomparsa di Pino Daniele, Teresa sente forte l’esigenza di omaggiare l’amico. Così, a gennaio 2017 vede la luce Teresa Canta Pino. Un lavoro devozionale. L’album contiene una canzone scritta apposta per lui, per l’amico, il fratello elettivo. O’ Jammone.

Nell’estate 2018 gira l’italia e svariati festival con il progetto in power trio “Il Pensiero Meridiano”, dove il folk lascia sempre più spazio a sonorità rock e pop.

Il 3 maggio 2019 esce il suo nuovo disco, “Puro desidero”.

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