Seleziona Pagina

“JUNGLE GUM” fuori il nuovo disco di inediti dei RESPIRO

“JUNGLE GUM” fuori il nuovo disco di inediti dei RESPIRO

fuori da venerdì 19 febbraio “JUNGLE GUM” il nuovo disco di inediti dei RESPIRO, duo electro-pop/alternative hip-hop salentino nato dall’incontro tra il violinista Francesco Del Prete e la voce di Lara Ingrosso.

L’album è stato anticipato dal singolo “NQSB” che è stato, tra gli altri, presentato su Rai Radio1 Music Club e selezionato all’interno della trasmissione ‘Esordi’ in onda su Rai Radio2, seguito dal secondo estratto “La musica del futuro”.

 

Fin dalla loro formazione, i Respiro vantano uno stile peculiare e un talento nella sperimentazione che gli hanno permesso di vincere anche numerosi premi tra cui il Premio Rivelazione Lunezia (2013) e la Targa Siae dedicata a Sergio Endrigo per la miglior personalità artistica al Biella Festival (2013).

Negli anni hanno realizzato oltre 150 concerti in tutta Italia e in Europa, suonando anche in apertura ad artisti come Earth Wind and Fire, Marlene Kuntz, Nina Zilli, Radiodervish, La Municipàl.

Dopo la fortunata esperienza di “unPOPositivo”, album del 2019 che ha segnato la svolta stilistica di questo iconico duo, nel 2021 è la volta di “Jungle Gum”, nuova fatica discografica che si compone di 10 brani, interamente scritti e prodotti da Lara Ingrosso e Francesco Del Prete.

Le tracce ripercorrono le sonorità della musica pop, dell’elettronica e dell’hip-hop, a cui si aggiunge quella vena cantautorale già espressa nei lavori precedenti. Da questi presupposti nasce la ricerca sul sound del disco che vuole rileggere, in chiave moderna, beat e synth propri della musica anni ’80 e ‘90, echi sonori riproposti anche dalla nuova estetica del duo.

“Jungle Gum” rappresenta la bolla sociale in cui siamo intrappolati, masticatori e masticati, precari che generano precarietà in una continua reazione a catena. È il racconto, in dieci tracce, dell’atterraggio di viaggiatori provenienti dal futuro, costretti a muoversi in una “giungla urbana” popolata da personaggi sempre in bilico tra le loro aspirazioni e la durezza del mondo in cui vivono. Traccia dopo traccia ogni storia si sfaccetta e si colloca in un percorso di ricerca mosso dalla volontà di rivalsa su instabilità, incertezza e solitudine presenti nelle difficoltà della vita quotidiana.

Un concept album, dunque, in cui il duo dà ancora una volta voce alle fasce sociali più sfortunate, rappresentate non solo dalle minoranze.

TRACKLIST “JUNGLE GUM”

 

  1. La musica del futuro
  2. Pre-Carie
  3. La giungla
  4. the wORking dead
  5. NQSB
  6. Corona di spine
  7. Ce l’hai scritto sulla pelle
  8. oTTo
  9. Noi non li avevamo visti
  10. Gingomma

 

GUIDA ALL’ASCOLTO DEL DISCO “JUNGLE GUM” BRANO PER BRANO

 

01_La musica del futuro

Racconta la scoperta di un mondo decadente e bistrattato, in balia di guerre, precarietà, razzismo…

La canzone è il racconto in prima persona dei due viaggiatori che arrivano dal futuro nella speranza di trovare nel passato un mondo migliore, restandone del tutto delusi.

“Qui la musica non cambia mai…sembra quella del futuro, ma è sempre la stessa”.

Così canta il ritornello, in cui il duo usa la metafora della musica per parlare della storia che si ripete, ma che a tratti smette di essere una metafora per diventare protagonista stessa della vicenda, facendo riferimento di riflesso alla musica copia e incolla che spesso vince sulla ricerca e sull’originalità.

 

02_Pre-carie

È il brano sulla precarietà delle generazioni più giovani, su un ormai condiviso sentimento di insoddisfazione e disequilibrio sia nel lavoro che nella vita.

Questo secondo quadro nello storytelling del disco si ispira ad uno scenario quotidiano grottesco: l’attesa al semaforo affollato in cui ci si cerca di farsi spazio tra le file. In questa piccola bolla di caos il protagonista si ferma a riflettere sulle cose da fare, ha fretta di correre, di raggiungere i propri obiettivi, ma cede quasi sempre a compromessi e mette da parte la propria dignità professionale.

“Prendimi così, che ora andiamo da uno bravo”, frase ambivalente per il personaggio che ha appuntamento con il suo dentista ma che si avventura in giochi di parole con un riferimento al bite come simbolo del tacito urlo interiore che riserviamo alla notte, digrignando i denti per sfogare la rabbia e lo stress accumulati durante il giorno.

“Prendimi così, che con tutti questi dolci dubbi ci è venuta la pre-carie”, al protagonista non resta che accettare con ironia un meccanismo sociale ormai troppo diffuso e incancrenito, una “carie” sociale; così si chiude un cerchio che guardato da una certa prospettiva diventa una ruota per criceti.

 

03_La Giungla

È una visione notturna, un incubo a occhi aperti.

Il brano racconta di Emily, una ragazza che è riuscita a fuggire dalla giungla, rappresentazione in questo caso della dissolutezza (droghe, alcol…), ma lo fa sempre parlando per metafore, preservando la dimensione onirica, sospesa che vive Emily in preda al suo delirio, alle sue allucinazioni.

“Potessi strapparle il cuore dal petto, fermare il tamburo che pulsa nel sonno, gridarle – perché mi hai portato via tutto, perché mi hai lasciata da sola nel buio? -”.

Lei ha perso molto, la Giungla ha risucchiato la vita alle persone che amava, ma nonostante questo ne subisce ancora il richiamo lontano.

Ogni notte lei ricomincia la sua lotta contro il fascino di una vita che ha lasciato alle spalle, ma ogni giorno la sua resistenza l’ha portata un centimetro avanti e sempre più al sicuro da quel tamburo che sembra cercarla.

 

04_the wORking dead

Nel titolo, il riferimento alla famosa serie tv americana è chiaro.

Il brano è il quarto quadro dell’album e tocca di nuovo la tematica del lavoro, ma questa volta si addentra nelle dinamiche d’ufficio, spesso scenario di mobbing e sessismo.

“Adesso ho il mio lavoro e non mi muovo di qua, seduto sulla sedia 12h a chiamare, the wORking dead in tutta la città”. 

Con la chimera del posto fisso, molti hanno dimenticato le proprie passioni, le proprie reali aspirazioni, accettando anche l’inaccettabile e così le città si popolano di lavoratori zombie infelici e che hanno abbandonato anche gli affetti.

“Lo sai cosa facevo prima? Pensavo alla mia signorina. Con lei sì che ero sempre in cima, magari la raggiungo in Cina”.

Anche in questo brano si celebra l’ironia come mezzo per sfuggire al dramma della realtà e il protagonista sembra avere ad un certo punto un guizzo verso la salvezza che lascia aperto il finale alla nostra immaginazione.

 

05_NQSB

L’acronimo, il codice di comportamento dei “Noi Qui Stiamo Bene”, è la sigla ironica e sarcastica con cui si parla di chi rinuncia alla scienza e alla conoscenza per seguire le proprie intuizioni, o le teorie più fantasiose e assurde. In questo quinto quadro si parla di terrapiattisti, complottisti, no-vax, leoni da tastiera ecc… che soprattutto in questo periodo sembrano aver trovato pane per i propri denti.

“Noi Qui Stiamo Bene e non ci servono cure, a noi basta l’amore e un po’ di buonumore”.

Canta così l’inno di questi personaggi che sembrano fluttuare spavaldi nel loro surreale mondo piatto  targato NQSB.

 

06_Corona di spine

È il sesto quadro del disco e parla della crisi d’identità, della difficoltà di affermare la propria in un mondo di stereotipi e pregiudizi.

Sono due i personaggi della storia, Marina che non sente di appartenere al suo corpo e che intraprende un percorso per modificarlo, lottando contro le offese e le angherie per potersi sentire finalmente compiuta, libera e Giovanni, “figlio di una madre sola”, che è un cane rabbioso, un creativo represso dai doveri nei confronti della madre, pieno però d’amore e di buoni sentimenti.

“Liberami, che con i no tu mi uccidi”. Entrambi i personaggi vogliono cambiare la propria condizione, ma come minoranza chiedono a noi di essere liberati con un atto di profonda comprensione del diverso, del nuovo, dell’inesplorato.

Marina e Giovanni diventano simbolo di tante persone ancora oggi emarginate e nell’ombra, come un crocifisso portano in spalla una pena condivisa e chiedono a noi di fare del loro sacrificio un simbolo d’amore e di riscatto per le generazioni future. 

 

 

 

07_Ce l’hai scritto sulla pelle

La pelle racconta e porta i segni della nostra storia.

Nel settimo quadro, l’unico che lascia da parte l’ironia e si concede a sonorità più drammatiche, si parla di cicatrici visibili e non visibili di violenza e sofferenza, ma anche di crescita e di cambiamento interiore.

Tutto quello che viviamo, dal più profondo dolore alla gioia più incontrollabile, lascia il segno sulla nostra pelle, intorno agli occhi, tra le dita.

“Di quei viaggi lontano dove hai perso un po’ tutto cosa vuoi raccontarmi? È già scritto tutto sulle tue mani”. Il riferimento a chi viene da posti lontani, zone di conflitto, di assedio militare e di oppressione culturale, a chi porta cicatrici sul corpo di quelle che sono state le violenze subite, è quasi un non detto.

 

08_oTTo

Si tratta, a farlo apposta, dell’ottavo quadro di “Jungle-Gum” ed è un brano scritto durante la clausura domestica di marzo/aprile 2020.

Tra quattro mura si è costretti a restare da soli con se stessi, con l’opportunità di porsi delle domande, approvare e disapprovare chi siamo, esplorare e osare con il proprio corpo in assenza di contatto e quindi trovare un compromesso necessario per resistere alla solitudine.

“Uno, spalle al muro ma sguardo in alto. Due, metto le scarpe anche se non sto camminando. Tre respiri profondi e penso prima di parlare. Quattro, rido, piango, urlo, smetto di pensare”.

Otto sono le regole del gioco, regole di resistenza a più livelli per costruire, nell’attesa di ripartire forse da zero. 

 

09_Noi non li avevamo visti

Il titolo rappresenta la scusa dietro cui è facile nascondere la propria coscienza, quando non vedere, essere lontani da una realtà che non ci coinvolge diventa un alibi che ci assolve.

“E quando il mare li ingoia diciamo – noi non li avevamo visti -“.

Il nono quadro apre uno scorcio sull’immigrazione clandestina, sulla morte in mare di migliaia di esseri umani, in fuga da una realtà a cui noi altri, sull’altra sponda e nella nostra continua corsa al guadagno, abbiamo contribuito.

“Aspettami, sì proprio lì, che più veloce non so andare”.

E mentre da un lato c’è chi finge di non aver visto, dall’altra c’è chi comprende, chi s’informa, chi vuole salvare ma a volte non arriva in tempo.

Pur essendo un brano dai toni ruvidi, crudi sia nei contenuti che nel sound, si chiude con la speranza, con l’idea di “far galleggiare l’altro con un soffio”, con la passione di un amore fraterno.

 

10_Gingomma

Cingomma, termine dialettale italianizzato usato in Salento per indicare la gomma da masticare, è la chiusura del cerchio, la conclusione del viaggio iniziato con “La musica del futuro”.

In questo decimo e ultimo quadro i viaggiatori dal futuro, che si sono imbattuti in queste storie di precarietà, insoddisfazione e lotta, stanchi e mortificati dalla giungla urbana, decidono di tornare a casa dopo aver raccontato tutto quello che hanno visto al loro confidente del mondo presente, come lascito del loro passaggio; ed è proprio questo personaggio alla fine a sciogliere ogni nodo:

“Ma sai, la giungla urbana, se tu sai come fare, è un mondo in miniatura, è gomma da masticare”.

Anche nel caos, nella confusione e camminando in tempi incerti, con la forza di ritagliare un centimetro di serenità, pace, indipendenza e generosità si può cercare di evadere per non essere più masticati, costruendo nel proprio piccolo una forma di resistenza, un bagliore che come uno spillo buchi il rosa di quest’enorme “Gingomma”.

 

 

 

RESPIRO 

 

I RESPIRO sono un duo electro-pop/alternative hip-hop salentino, che parte dal violino elettroacustico di Francesco Del Prete e dalla voce di Lara Ingrosso per poi spingersi verso loop-machine, pedaliere multieffetto, tastiere e percussioni elettroniche, alla ricerca di un sound a metà tra la scuola americana e la canzone d’autore italiana.

 

L’esordio discografico dei Respiro arriva nel 2015 con il lavoro “A forma di ali”, vincitore della Targa d’autore controcorrente 2016. Si tratta di un lavoro acustico e minimale, significativo del loro talento ma allo stesso tempo molto distante dalla rivoluzione stilistica avvenuta con la pubblicazione del successivo “unPOPositivo”, album rilasciato nel febbraio 2019 e che rivela appieno la nuova direzione musicale del duo.

 

Il concetto estetico di questo secondo disco è la pop-art come celebrazione di quel pop che tratta di argomenti importanti e che è capace di arrivare al pubblico con un linguaggio immediato e accattivante.

Negli otto brani dell’album i Respiro affrontano temi dal forte significato sociale quali l’emarginazione, il generale sentimento d’inadeguatezza, i diritti LGBTQI, con un atteggiamento “positivo”, volto alla crescita e all’evoluzione personale.

All’interno dell’album è presente anche un featuring con il frontman de La Municipàl, Carmine Tundo, nel brano “Abissi”.

 

Il 19 febbraio 2021 uscirà il nuovo album di inediti intitolato “Jungle Gum”, anticipato dai singolo “NQSB” e “La musica del futuro”.

 

Negli anni, il duo ha realizzato oltre 150 concerti in tutta la penisola, esibendosi anche all’estero e aprendo numerosi live di artisti, dagli Earth Wind and Fire ai Marlene Kuntz a La Municipàl, dai Radiodervish a Nina Zilli.

 

Lo stile peculiare e la sperimentazione creativa dei Respiro li hanno subito fatti apprezzare, tanto da valergli numerosi premi, tra i quali il Premio Rivelazione Lunezia (2013) e la Targa Siae dedicata a Sergio Endrigo per la miglior personalità artistica al Biella Festival (2013).

 

Premi

1° premio al Limatola Festival (Caserta – luglio 2013);

Premio Rivelazione al Premio Lunezia (Carrara – luglio 2013);

Premio miglior arrangiamento Autore Controcorrente (Samuele Bersani) e premio miglior Personalità Controcorrente (Premio Endas), 3° Premio categoria inediti al Musica Controcorrente (Terni – luglio 2013);

Premio Radio Radiosa al Festival Frequenze Mediterranee (Matera – agosto 2013);

1° premio, Apertura concerto Earth Wind and Fire al Cool Movement (Terni – agosto 2013);

1° premio, Targa Siae dedicata a Sergio Endrigo per la miglior personalità artistica al Biella Festival (Biella- ottobre 2013);

1° premio assoluto a Suoni e Rumori Festival (Cosenza – ottobre 2015);

Premiazione del videoclip “Il verme” al V.I.C. (Videoclip Italia Contest – agosto 2016);

1° premio al Premio Mauro Carratta 2017.

 

Sito ufficiale

www.irespiro.it

Facebook

https://www.facebook.com/irespiro/

Instagram

https://www.instagram.com/irespiro/

Youtube

http://bit.ly/2K15FFG

Circa l'autore

Share This