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“Le radici sul soffitto” il primo album de Viadellironia in arrivo il 20 novembre

“Le radici sul soffitto” il primo album de Viadellironia in arrivo il 20 novembre

Uscirà il 20 novembre per Hukapan – Il primo album di Viadellironia dal titolo  “Le radici sul soffitto” e prodotto da Cesareo (Elio e le Storie tese).

 

Per la band formata da Maria Mirani, Giada Lembo, Greta Frera e Marialaura Savoldi è il primo full-length, e sarà anticipato da “Ho le febbre” feat. Edda, primo singolo in uscita il 12 novembre.

 

“Le radici sul soffitto” è realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per chi crea”, dedicato alle opere prime.

 

 

LE RADICI SUL SOFFITTO

“Le radici sul soffitto” si compone di dieci brani, scritti e composti da Viadellironia (Maria Mirani, Giada Lembo, Greta Frera, Marialaura Savoldi) e prodotti da Cesareo (Davide Luca Civaschi).

Il filo conduttore dell’opera consiste nella descrizione critica e malinconica della decadenza del mondo attuale, commista al desiderio di resistenza alla passività e a quel sentimento che sopporta di mala voglia il peso della vita.

 

Viadellironia cercano di riflettere il concetto del non trovarsi a proprio agio nel mondo, del non trovarvi una propria sistemazione, attraverso testi tendenzialmente cupi, ma malinconici e letterari, a cui fanno da contraltare atmosfere musicali graffianti e debitrici di certo rock d’autore anni 90.

 

La title-track Le radici sul soffitto, ad esempio, è un’auto-esortazione a uscire da una condizione di alienazione dal mondo, da “un eccesso di comunicazione con se stessi” e dalla tristezza conseguente: “Guarda le radici su Saturno/ ti ricordano che è il tuo turno di parlare/ e se non lo faccio ora/ l’abitudine signora/ ti accompagna a rinunciare” (Saturno è il pianeta degli artisti e della malinconia, ed è una figura ricorrente nel disco).

 

Ogni brano è inoltre caratterizzato da una nostalgia proustiana nei confronti di una dimensione infantile ormai perduta, come nel brano “La mia stanza”, in cui il timore di perdere la madre, tipico dei bambini, riaffiora nell’età adulta: “E se ripenso al biancospino che cresceva calmo nel mio giardino/ vorrei morire/ o recitare un salmo uguale a quelli che/ le nonne dedicano al mattino/o al credo adamantino delle loro sere“.

 

Il singolo “Ho la febbre” vede la partecipazione alla voce di Stefano “Edda” Rampoldi.

 

L’immagine di copertina, i ritratti e il concept sono stati realizzati dall’artista Dorothy Bhawl, il cui stile iconoclasta e spesso estremo lo ha portato a esporre in molte gallerie in Italia e all’estero (nel 2019 le opere di Bhawl adornano la casa e il laboratorio della stilista inglese Vivienne Westwood), nonché a collaborare con musicisti tipo Devo, Phil Collins, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e Andrea Fumagalli dei Bluvertigo.

 

L’artista e Maria, cantante e autrice dei brani, hanno intrapreso un proficuo scambio di idee, trovando una grande sintonia, che ha portato all’idea e alla realizzazione dell’immagine, basata sul titolo dell’album “Le radici sul soffitto”, una sorta di allegoria sulla morte come rinascita e in generale sulla fine come nuovo inizio.

 

L’elaborazione grafica è dello studio milanese Jekyll & Hyde.

 

 

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